Vegan Seta Eri: etica al primo posto

da Annalisa Chelli - 24 Giugno 2019

Annalisa Chelli

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Quando si parla di prodotti vegan o cruelty free si fa riferimento ad un tipo di prodotti in cui si protegge e non si fa soffrire l’animale. Ed è per questo che vogliamo presentarvi una seta vegana, conosciuta come seta eri. Di seguito vi spiegheremo la storia della seta eri e le sue caratteristiche, inoltre vi introdurremo anche altre fibre vegane, come il cotone, il lino, la canapa, il ramie, l’ortica selvatica himalayana e la viscosa.

Storia della Seta Eri, perché vegan?

La Seta Eri – conosciuta anche come seta non violenta – nasce da un baco goloso di foglie di ricino. Quando il baco è sazio si appresta a costruire un rifugio caldo e sicuro. Inizia quindi a creare un bozzolo per crisalizzarsi, cioè per dare il via alla metamorfosi che lo porterà a diventare una farfalla. La caratteristica principale del baco della seta Eri è che il suo involucro presenta un foro che gli permette di uscire dal proprio bozzolo senza romperlo. Questo è un aspetto importantissimo perché, grazie a questa peculiarità, gli allevatori non hanno necessità di uccidere la crisalide prima che voli via dal bozzolo, come invece accade negli altri tipi di sete. Semplicemente aspettano che la farfalla abbia lasciato il bozzolo per iniziare il processo di dipanatura del filamento di seta. Dando inizio così all’intero processo di lavorazione.

Tops seta eri caratteristiche

Nonostante il filamento della seta eri sia continuo, per ottenere il filo di seta si dovranno mettere assieme più filamenti ed è da questa necessità che nell’India del Nord è nato “Ahimsa”. Un marchio 100% Peace Silk, in cui le donne, addette a questo tipo di lavoro, hanno avuto la possibilità di riscattarsi a livello sociale.

A conclusione possiamo quindi dire che la seta eri mantiene tutte le caratteristiche e peculiarità della seta non vegana, ovvero la lucentezza e la lunghezza delle fibre.

Per tutti questi motivi etici e non solo la Seta Eri è amata dai vegani e da tutti coloro che hanno un estremo rispetto di tutte le forme di vita. Abbiamo quindi deciso di aggiungere la Seta Eri alla nostra collezione di fibre di origine vegetale che a noi piace chiamare vegan.

Le fibre vegane da poter utilizzare per infeltrire

In molti si chiedono quali possono essere quelle fibre di tipo vegetale e quindi vegan che si possono utilizzare al posto della lana. Per provare a ispirarvi e illuminarvi sulle possibili soluzioni alternative, abbiamo deciso di raccontarvi in breve ogni singola fibra. Si passerà dal cotone al lino, dalla canapa al ramie e infine dall’ortica selvatica himalayana alla viscosa.

Le fibre vegane da poter utilizzare per infeltrire

Il cotone

È una fibra naturale ed è una delle fibre più utilizzate dall’uomo insieme alla lana. Inoltre è una delle poche coltivazioni che l’uomo semina da centinaia di anni senza scopo alimentare. Per poter crescere, la pianta del cotone ha bisogno di un clima caldo caratterizzato da periodi di elevata umidità ad altri molto aridi, necessari alla fase di maturazione. Potete scoprire molto di più su questa fibra controllando l’articolo specifico su Storia, caratteristiche morfologiche e molto altro ancora.

Il lino

Un’altra fibra vegan che fin dall’antichità è stata usata dall’uomo per la produzione tessile. Tant’è che sia la sua coltivazione che la sua produzione sono ampiamente documentate anche nelle tombe egizie. Per quest’ultimi infatti, questa fibra vegetale era considerata un simbolo di purezza. Potete approfondire questo argomento su Lino – quando da un fiore delicato si ricava una fibra tenace.

La canapa 

Sin dall’antichità la pianta di canapa è stata utilizzata per la produzione di tessuti pregiati. La sua origine si può collocare a circa 5000 anni fa quando si diffuse in modo spontaneo nelle regioni dell’Asia orientale. Nel Medio Oriente e in Europa arrivò grazie solo alle migrazioni delle tribù nomadi dell’Asia centrale. Si può definire una fibra viva ed ecofriendly.

Il ramié

È una fibra tessile vegetale. È bianca, fine e lucente e per questo molto simile alla seta tanto da essere definita seta vegetale, o vegan aggiungeremmo noi. È anche conosciuta come Chinagrass, ovvero Erba della Cina. Scoprite tutte le caratteristiche della seta vegetale.

L’ortica Selvatica Himalayana

Una fibra bellissima. Candida, lucida e molto lunga viene ricavata dall’omonima pianta (Wild-Growing Giant Himalayan Stinging Nettle Plant) che cresce spontaneamente nelle regioni himalayane nepalesi tra i 1.800 e i 3.000 metri di altitudine. Una fibra selvatica per un tessile più consapevole.

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