Indaco: come ottenere tinture straordinarie

da Gaia Gualtieri - 23 ottobre 2013

Gaia Gualtieri

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L’indaco da sempre affascina e “terrorizza” tanti aspiranti tintori. Abbiamo deciso pertanto di dedicare un approfondimento speciale a questo procedimento di tintura perché l’indaco, oltre ad essere appunto uno dei colori più amati, deve essere utilizzato seguendo un procedimento creato ad hoc.

Tessuti Indaco

Bisogna tenere presente infatti che l’indaco è un colorante diretto quindi non necessita di mordenzatura. Ciò non vuol dire tuttavia che si possa procedere direttamente al bagno di tintura utilizzando l’estratto così come è. L’estratto di indaco infatti deve essere lavorato e deve essere preparata quella che tecnicamente viene definita tintura madre.

Ecco come si fa…

Tessuti indaco

Tintura madre

  • Pesate le fibre (e/o i filati e i tessuti da esse ottenute) asciutte.
  • Sciacquate le fibre da tingere con sapone neutro.
  • Mettete l’indaco in un barattolo (preferibilmente di ferro) da 500 ml chiudibile con un tappo ermetico.
  • La quantità di colorante indaco occorrente per la preparazione della madre varia dal 2% (si ottiene un blu chiaro) al 5% (si ottiene un blu scuro) a seconda dell’intensità di blu che si vuole ottenere. Il peso del colorante si calcola in percentuale rispetto al peso della fibra asciutta da tingere.
  • Aggiungete acqua per i 2/3 (rispetto alla capienza del barattolo) e mescolate bene sciogliendo eventuali grumi.
  • Sulla base del peso del colore calcolate la quantità di riducenti occorrenti per fare l’ossido-riduzione: 80% rispetto al peso del colore di soda caustica e 80% rispetto al peso del colore di idrosolfito.
  • Aggiungete la soda caustica alla soluzione contenuta nel barattolo e mescolate nuovamente. Per effetto della soda caustica la soluzione si scalda.
  • Aggiungete alla soluzione per ultimo l’idrosolfito e mescolate velocemente.
  • Quindi chiudete il barattolo con un tappo ermetico e tenetelo a bagno maria per 20/30 minuti mantenendo la temperatura di 55° C.

Tessuti indaco

Bagno di tintura indaco (tino)

  • Versate il composto ottenuto in una pentola precedentemente riempita d’acqua (rapporto bagno 20/1) e portate la temperatura a 55° C, non oltre.
  • Aggiungete 1 mg/l di idrosolfito.
  • Coprite con un coperchio e lasciate riposare per altri 20 minuti.
  • Il bagno di tintura con l’indaco a questo punto è pronto e potete passare alla tintura vera e propria.
  • Preparate un catino con acqua tiepida e due cucchiai di aceto per il risciacquo della fibra dopo la tintura .
  • Immergete la fibra da tingere (precedentemente sciacquata con sapone neutro) nel bagno di colore, avendo cura che venga completamente sommersa dal bagno di tintura.
  • Non agitate eccessivamente la fibra nel bagno così da evitare che si formino bolle d’aria. Il tempo di immersione nel bagno è di 5 minuti.
  • Togliete velocemente la fibra dal bagno di tintura e apritela al contatto dell’aria: sotto i vostri occhi il suo colore giallo-verde iniziale rapidamente diventerà blu.
  • A questo punto sciacquate la fibra prima nel catino con acqua tiepida e aceto per togliere i residui di colore e successivamente sotto l’acqua corrente, fino a quando l’acqua non avrà più traccia di colore blu.
  • Lasciate asciugare la fibra lontano dal sole diretto.

Consiglio del tintore: il colore del bagno deve rimanere per tutta la durata della tintura simile al colore dell’olio di oliva , se dovesse tendere al blu aggiungere 1 g/l di soda e 1g/l di idrosolfito.

Immagini pubblicate per gentile concessione di Coordinamento Tessitori – ©KEVO.biz

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9 Commenti per Indaco: come ottenere tinture straordinarie

  1. marisa rossi

    ciao carissimi, ho letto la ricetta molte grazie . Sono curiosa di sapere da dove viene la vostra ricetta. E totalmente diverso di quella usata a Feltrosa con la Calender. comunque sicuramente ci sono tanti modi. un grande abbraccio marisa

  2. Gaia Gualtieri

    Ciao Marisa! La nostra ricetta è stata elaborata da Paola Barzanò che è una storica e studiosa del colore. È Paola che ha elaborato la nostra nuova cartella dei Naturali. Speriamo a breve di poter organizzare proprio con lei qualche corso. Vi terremo informati!
    Nel frattempo, se ti va, prova la ricetta e facci sapere che viene fuori…

  3. marisa rossi

    Grazie Gaia. Sarà uno dei miei prossimi progetti!!!

  4. loredana

    help! help! Aiuto aiuto!
    vorrei sapere se è possibile lavorare senza l’idrosolfito e se non fosse possibile sapere dove si può comorare, perché ci sto diventando matta! 🙂

  5. Gaia Gualtieri

    Ciao Loredana! Direi che senza l’idrosolfito è praticamente impossibile!
    Guarda noi stiamo lavorando proprio adesso per aggiungere alla collezione dei coloranti anche quella degli ausiliari tintori e (anche se non siamo pronti per andare online) l’idrosolfito è già disponibile a magazzino.
    Mandami una mail a info@dhgshop.it che ti mando l’offerta e la scheda di sicurezza per un corretto e sicuro utilizzo del prodotto.

  6. Helga

    Siete sicuri che si usa soda caustica? Non carbonato di soda (= soda Solvay)???

  7. Gaia Gualtieri

    Sicurissimi. Ma può usare anche carbonato di soda se preferisce. Basta alla fine raggiungere il Ph giusto.

  8. Elena

    Ciao! Non riesco a trovare l’idrosolfito in vendita, voi lo vendete?

  9. Edoardo Del Lucchese

    Ciao Elena, si lo vendiamo, ma lo gestiamo soltanto offline. Per questo motivo ti consiglio di scrivere a info@dhgshop.it, in questo modo avrai più informazioni.
    Grazie!

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