Tessuti: è ora di saperne di più!

da Gaia Gualtieri - 7 Febbraio 2014

Gaia Gualtieri

CEO at DHGshop
CEO of DHG DyeingHouseGallery
Gaia Gualtieri

Questo post è stato veramente divertente da realizzare. Sono sempre stata un topo di biblioteca e starmene accovacciata tra pile di libri per un po’ mi è piaciuto un sacco. Sono tornata liceale.

Tra l’altro è stata anche una bella scusa per un giro di shopping nel book store del Museo del Tessuto. Insomma se questo fosse il lavoro di tutti i giorni… che pacchia!

Tessuti

E allora eccomi qui a parlarvi di tessuti. Tra nozioni che so da sempre e altre appena acquisite cercherò di accompagnarvi in questo fantastico mondo. Speriamo troverete questo post (e i molti altri che seguiranno) utili e interessanti. E speriamo che questo possa aiutarvi anche per apprezzare maggiormente il nostro lavoro e le nostre scelte in fatto di tessuti e non.

Partiamo dall’inizio. Vi avverto dovremo scendere un po’ nel tecnico. Parte noiosa forse ma necessaria per capirci qualcosa in più.

Cosa si intende per tessuto?

“Uno strato flessibile nato dall’incrocio di due serie di filati ortogonali fra loro, di lunghezza indeterminata, di larghezza limitata, di aspetto variabile secondo l’uso cui è destinato”. (Elementi di tecnica tessile – L. Bardini Barbafiera)

e per tessuto non tessuto?

“Si definiscono non tessuti le superfici tessili flessibili ottenute per coesionatura di veli di fibre“. (Elementi di tecnica tessile – L. Bardini Barbafiera)

In parole povere i tessuti sono formati da trama e ordito e nascono dalla tessitura a telaio (da qui il sostantivo tessuto che significa appunto prodotto dalla tessitura) mentre i non tessuti nascono dalla coesione delle fibre ottenuta grazie all’utilizzo di un collante, di una fonte di calore, di un azione meccanica ecc.  Il nostro amatissimo feltro è proprio un tessuto non tessuto.

Tessuti – trama & ordito

I fili di ordito sono quelli disposti nel senso della lunghezza del tessuto mentre quelli che corrono lungo la larghezza (o altezza della pezza) da cimossa a cimossa sono i fili di trama. Dal diverso tipo di incrocio originato da trama e ordito nascono infiniti intrecci (o armature).
In base agli intrecci i tessuti si distinguono in semplici o composti.

Tessuti

I tessuti semplici

I tessuti semplici sono così detti perché costituiti da due soli elementi, cioè una trama e un ordito. Le tipologie fondamentali sono tre:  la tela, la saia e il raso.
La tela è il più piccolo intreccio esistente  con un rapporto di armatura costituito da due fili di ordito e due fili di trama. Il tessuto così intrecciato presenta un aspetto piatto con diritto uguale al rovescio. Il nostro voile misto cotone seta è ad esempio una tela. Così come sono tele i nostri chiffon e il crepe voile.
Le armature a saia producono tessuti con diritto e rovescio.
Le armature a raso producono tessuti con superficie liscia e uniforme con diritto e rovescio.

I tessuti composti

I tessuti composti sono costituiti da più elementi in quanto alla trama e all’ordito di fondo vengono aggiunti trame e orditi supplementare. Capirete quindi l’infinità di varianti ottenibili in questo modo. Per esemplificare cito alcuni tra i tessuti composti più comuni: double-face, piqué, velluti, peluches, tessuti di spugna, garze. A proposito, tra qualche settimana sarà disponibile anche la garza di pura lana DHG. Morbida, impalpabile ma allo stesso tempo estremamente resistente.

Annoiati? Ok ok mi fermo qui. In fondo volevo solo darvi un’infarinatura. Se avete altre curiosità scriveteci qui sul blog o su info@dhgshop.it. Saremo lieti di rispondervi!

Al prossimo post dunque. Se riesco vi parlerò della tessitura e chissà che non riesca a portarvi per un mini tour in qualche lavorazione. Consideratemi la vostra inviata speciale!

Se ti è piaciuto questo articolo, potrebbe interessarti anche Museo del tessuto di Prato. Un posto speciale.

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