Tecniche di tintura: Tie Dye e Shibori

da Gaia Gualtieri - 3 Agosto 2020

Gaia Gualtieri

CEO at DHGshop
CEO of DHG DyeingHouseGallery
Gaia Gualtieri

Tra le varie tecniche di tintura Tie Dye e Shibori sono forse le più popolari e sperimentate. Per questo crediamo valga la pena presentarvi queste due splendide tecniche. L’intento non è quello di insegnarvi a realizzarle (un post non sarebbe sufficiente) ma darvi un’infarinatura sui principi di base. Speriamo questo fughi anche qualche dubbio e erronea credenza in cui quotidianamente ci capita di imbatterci.

Tie Dye: origine e procedimento

Il termine Tie Dye fu inventato alla fine degli anni 60’ negli Stati Uniti ma a dispetto di questo moderno nome commerciale le origini di questa tecnica tintoria a riserva sono ben più antiche, addirittura risalenti al 5.000 a.C.. Tant’è che questa tecnica è diffusa in tanti paesi del mondo ma viene chiamata in modi diversi: in India è conosciuta con il nome di Banfhana, in Sud america Plangi, in Giappone Shibori. In ogni regione la tecnica ha caratteristiche diverse, ma tutte sono accumunate dal fatto che i disegni si ottengono attraverso l’uso di nodi.

La tintura Tie Dye consiste infatti nell’annodare o piegare il tessuto secondo degli schemi ben precisi. In questo modo si vanno a chiudere delle porzioni di tessuto che durante il bagno di tintura non saranno quindi raggiunte dal colore e pertanto non verranno tinte. Gli effetti che si ottengono sono davvero notevoli e per questo molto amati anche dalla moderna industria della moda.

tecnica tie dye

Shibori: origine e procedimento

Lo Shibori è considerato una vera e propria arte tramandata dal maestro all’allievo. Ancora oggi, le giapponesi che si sposano con l’abito tradizionale, portano come portafortuna nell’obi (cintura che ha la funzione di mantenere chiuso il kimono), un piccolo fazzoletto tinto usando questa tecnica.

Si distingue dalle altre tecniche di Tie dye perché oltre ai nodi vengono eseguite delle imbastiture che danno vita a fantasie davvero affascinanti e complicate. Lo Shibori tradizionale predilige le sfumature dell’indaco su sfondo bianco, dal blu chiaro al blu intenso.

tecnica shibori

Volendo approfondire la tecnica Shibori, possiamo dire che all’interno di questa tecnica vi sono ben 6 tecniche, che devono essere utilizzate in modo congruo al tipo di tessuto utilizzato.

  • Kanoko Shibori: questa tecnica è quella più vicina alla versione europea del Tie-Dye. Per ottenere il risultato voluto si dovrà legare il tessuto in sezioni, aiutandosi con un filo. In base a quanto viene legato stretto il tessuto si otterranno degli effetti diversi, andando così a modificare il disegno desiderato. Questa tecnica viene sfruttata principalmente per realizzare forme circolari.
  • Miura Shibori: conosciuta anche come legatura ad anello; consiste nello strappare in alcune sezioni il tessuto, aiutandosi con un ago uncinato. Il passo successivo sarà quello di legare attorno a ogni sezione un filo per ben due volte, evitando di chiudere il filo con dei nodi. Le sezioni vengono così tenute insieme dalla sola tensione del filo. Questa tecnica è una delle più facili e di conseguenza è molto utilizzata.
  • Kumo Shibori: tecnica conosciuta anche come spider design. Il tessuto dovrà essere piegato con precisione e uniformità. Successivamente verrà legato in porzioni molto ravvicinate. L’effetto ottenuto richiamerà così le sagome delle ragnatele realizzate dal ragno.
  • Nui Shibori: alla base di questa tecnica vi è il punto filza semplice. È importante tirare forte il filo per attorcigliare il tessuto. Inoltre, ogni filo è messo in sicurezza, annodandolo prima della colorazione. Questa tecnica vi consente di ottenere una maggiore prevedibilità del disegno della fantasia e una più ampia varietà dei motivi. C’è da dire però che questa è una delle tecniche più dispendiose.
  • Arashi Shibori: conosciuto anche come shibori con avvolgimento su palo. Le fantasie ottenute sono sempre in diagonale e con questa tecnica si richiama la pioggia violenta di una tempesta, che è anche la traduzione di Arashi. Per prima cosa il tessuto viene avvolto in diagonale e si lega con un filo che avvolge l’estremità sopra e sotto. Successivamente si appallottola la stoffa, avvolgendola poi sull’estremità legata. L’effetto ottenuto sarà dato dalla stoffa piegata, mentre il disegno come già suddetto sarà in diagonale.
  • Itajime Shibori: quest’ultima tecnica sfrutta la pressione che si esercita tra due pezzi di legno per evitare che il colore penetri nelle fibre del tessuto. Gli artigiani tessili più moderni invece di utilizzare due pezzi di legno legati da una corda, sfruttano superfici ritagliate, come la resina acrilica o il plexiglass, tenute ferme da una morsa a vite.

Se vi è piaciuto questo articolo, potrebbe interessarvi anche scoprire come ottenere delle tinture straordinarie con l’indaco.

Related Post

Scrivi un commento