Mariko Kusumoto – Preziosi Palloncini e Piccoli Tesori

da Annalisa Chelli - 15 giugno 2017
Annalisa Chelli

Annalisa Chelli

Community Manager at DHGshop
Sicily and Tuscany are in my blood. Travelling, movies, music, and art are the things I enjoy the most. I love whales, tattoos, the sea, Africa, good food, big smiles, Picasso, ‘The Master and Margarita’, and ‘Marriage Italian Style’. I believe in Charles Darwin and in the proverbs my grandmother said.
Annalisa Chelli

Mariko Kusumoto espande la mia  già sconfinata passione per il Sol Levante.  E mentre sogno ad occhi aperti di andare in Giappone, un giorno o l’altro lo farò,  coccolo questo mio amore a distanza. Comprando libri, guardando fotografie e cercando artisti giapponesi.

mariko kusumoto - spille

Ed è così che ho trovato Mariko Kusumoto. Artista poliedrica dallo stile inconfondibile che realizza,  soprattutto ma non solo, micro o macro sculture in tessuto sintetico.  Soavi sfere trasparenti dai colori pastello che custodiscono segreti.  Infatti, se le osservi da vicino,  al loro interno scorgi nitidamente meduse, anemoni di mare, fiori, cani e mille altre cose ancora.  Io non smetterei mai di guardarle. Mariko Kusumoto è anche molto altro. E’ gioielli, è opere in resina e in metallo. Scopriamo tutto nell’intervista.

mariko kusumoto - scultura

Intervista

DHG: ciao Mariko, ti esprimi con diversi materiali. Partiamo dal tessuto.
M:
il tessuto è uno dei materiali più familiari nella vita di tutti i giorni. Anche solo la stessa parola “tessuto” porta con sé tante caratteristiche che evocano diverse sensazioni ed emozioni: in alcuni casi un senso di freddo, umido, bagnato; in altri un senso di morbidezza e comodità; di mistero, tranquillità, di etereo, di fragilità, di sottigliezza, ecc. Il lavoro con i tessuti tende ad essere più “spontaneo” come concetto anche se sviluppato con cura. Queste opere richiedono tempi di lavorazione diverso: meno passaggi e, a differenza della trapuntatura, ad esempio, il tessuto si presta a una certa casualità che assecondo volentieri. Il tessuto mi permette di introdurre elementi traslucidi, una varietà di colori, e un’atmosfera di grazia che non sono in grado di esprimere col metallo. Inoltre, i colori vivaci ti danno sollievo ed energia.

DHG: il metallo invece?
M: 
le mie opere in metallo iniziano con una progettazione molto meticolosa: la scelta del concept, l’acquisizione di molte immagini, la manipolazione di quelle immagini, la realizzazione di una maquette, e infine la costruzione del corpo e dei singoli elementi che costituiscono l’opera. Mi piace la durezza, la durevolezza e la stabilità del metallo. E poi, usando patine differenti, ho modo di esprimere il passaggio del tempo.

mariko kusumoto - opere d'arte in metallo

DHG: infine la resina.
M:
con le mie opere in resina, tendo a lavorare in maniera simile a quanto faccio con i tessuti. L’elemento tecnico — la miscela di resina — è più impegnativa dell’assemblaggio del tessuto, e richiede un tempismo che non è necessario né coi tessuti né con il metallo. In tutti i casi suddetti, l’applicazione della tecnica del collage— con l’uso di molte immagini nel caso del metallo, e invece di un numero minori di parti per quanto riguarda i pezzi di stoffa — è molto importante. Inserisco nella resina oggetti fragili quali fiori, involucri dei semi, foglie, insetti, ecc. Questi elementi naturali tornerebbero alla terra se nessuno li notasse, ma catturandoli e chiudendoli nella resina, posso “fermare” il tempo. Per quanto riguarda la resina, sono anche affascinata dalla possibilità di racchiudere oggetti familiari ed ordinari come il filo, bottoni, microfibre, spugne, ecc, dando loro una “nuova” vita. Diventano qualcos’altro, come per magia!

D: ogni artista ha una sorgente alla quale attinge per mantenere feconda la propria creatività. Qual è la tua?
M:
le ‘fonti di ispirazione’ tendono a essere imprevedibili, e derivano da un numero variabile di esperienze sensoriali dirette: ad esempio, l’esperienza della natura nel senso più vasto; una passeggiata quotidiana, in cui si cambia percorso a un certo punto; visitare città e altre località mai viste prima; la presenza di tessuti; artefatti culturali. L’ispirazione è ovunque!

mariko kusumoto - anello resina

Mariko Kusumoto e il Giappone

D: le tue radici giapponesi si sentono fortissimamente in tutte le tue opere. Che ruolo hanno, nel tuo paese, l’Arte e l’Artista?
M: 
storicamente, l’arte giapponese conteneva spesso riferimenti alla religione (ed esempio al buddismo), personaggi importanti, o eventi storici. Nella seconda metà del XVIII secolo, le xilografie — originariamente cose effimere e popolari — ebbero un discreto successo per via delle immagini di paesaggi giapponesi (cascate, scene di vita in strada), persone (ad esempio attori) e figure mitologiche. Queste stampe, spesso chiamate ukiyo-e (“dipinti del mondo galleggiante”), intrattenevano i giapponesi e li informavano delle attività quotidiane all’interno della loro cultura.

D: il Giappone viene guardato da tutto il mondo come il paese della tecnologia, della modernità, del futuro. Com’è ai tuoi occhi?
M:
il Giappone è innovazione non solo riguardo alla tecnologia e all’elettronica. La sua identità contemporanea si è espansa in ampiezza e in velocità, ed è caratterizzata da grandi progressi e fama nel campo del cinema, dell’animazione, nella scienza e nella medicina, nella moda, nell’architettura, e nell’industria (ad esempio oggetti in carta, automobili). Periodicamente, il fascino del Giappone per cose non giapponesi (ovvero arrivate dall’Occidente, da altre parti dell’Asia, o dal Sud America) aggiunge un altro strato alla sua identità culturale. Per quanto riguarda l’arte, sono emersi artisti importanti e influenti (tra cui Isamu Noguchi, Yayoi Kusama, Chiharu Shiota) nel XX secolo e fino ai giorni nostri.

mariko kusumoto - spilla marina

Mariko Kusumoto

D: la serie Brooches 2 è un magnifico tuffo nel fondale marino più straordinario del mondo! Ce ne vuoi parlare?
M: 
la serie “Brooches 2” ha tante affinità diverse. La tua analogia con un tuffo in fondo al mare è deliziosa. Mi piace l’elemento di ambiguità che tende a essere insito in molti dei miei lavori. Nelle mie opere in stoffa non provo a riprodurre la natura gli ambienti naturali, ma piuttosto a comonicare delle mie esperienze sensoriali di soggetti in cui mi imbatto.

D: progetti nel cassetto?
M: 
sto completando una serie di opere in tessuto che verranno vendute nello shop del Museum of Modern Art Shops a New York e a Tokyo.  A fine estate, nel 2017, realizzerò una mostra personale al Hå gamle prestegard in Norvegia. A marzo 2018, presenterò dei nuovi lavori in una mostra personale a Monaco di Baviera. Sono anche impegnata con  preparativi per un’opera site-specific per l’interno di una nave da crociera, TUI Cruises.

mariko kusumoto - sfere

https://www.marikokusumoto.com/

Se ti è piaciuta questa intervista forse potrebbe interessarti anche quella a Sarah Symes.

Related Post

Scrivi un commento