Le affascinanti creature di Andrea Graham

da Eva Basile - 27 Novembre 2013

Certi lavori si notano subito: le Adaptations di Andrea Graham messe in mostra anni fa al Museo del Tessuto si erano subito imposte alla nostra attenzione.
Nel frattempo i social networks ci avevano fatto conoscere altri suoi lavori, avevamo visto un volto e tanti altri piccoli elementi del suo mondo.
Scandagliare il suo sito ed il suo blog è stato un passaggio successivo. Volevo capire dove risiedesse l’attrazione per quelle sculture perfette, capire come mai un tubero o una forma vagamente somigliante ad un elemento vegetale potesse essere così intrigante.
Non può essere solo perché sono tecnicamente ineccepibili, mi son detta, non basta che siano belle, decorative, seducenti.

Andrea Graham, Adaptations II

Ho cercato ancora e nell’articolato diario che è il suo blog ho trovato ad un certo punto un’immagine bellissima, ma sinistra. Un’immagine ingrandita di una cellula tumorale. Allora subito la mente è volata alle fotografie inquietanti di Fukushima, a quelle piante con frutti abnormi, con escrescenze e fiori fuori scala.
Allestire una mostra da il grande privilegio di poter lavorare, seppure brevemente, al fianco di un artista, da l’occasione di poterlo avvicinare, di porgli qualche domanda, cercare di capire cosa si celi dietro agli oggetti che crea.

Non so se sia fondata l’impressione che le forme mutanti di Andrea Graham, ispirate alla capacità di adattamento del mondo vegetale, siano un modo per esorcizzare ansie e paure collettive. Ora però che l’ho incontrata ne sono convinta ed il valore del suo lavoro, al di là della tecnica perfetta, della padronanza del mezzo e la compiutezza formale delle sue opere lo trovo in questo modo segreto di parlare a tutti noi.

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