Lanivendole l’arte del filato fatto a mano – Intervista esclusiva DHG

da Annalisa Chelli - 23 Ottobre 2017

Annalisa Chelli

Community Manager at DHGshop
Sicily and Tuscany are in my blood. Travelling, movies, music, and art are the things I enjoy the most. I love whales, tattoos, the sea, Africa, good food, big smiles, Picasso, ‘The Master and Margarita’, and ‘Marriage Italian Style’. I believe in Charles Darwin and in the proverbs my grandmother said.
Annalisa Chelli

Stefania e Federica aka Lanivendole

Una coppia di amiche che con ruota  e matasse di lana creano non solo filati artigianali unici ma anche storie di vita, le loro. Mentre la ruota gira e le dita disciplinano la fibra anche le loro giornate prendono forma. Ore di ruota ore di vita. Lana, filati, figli, speranze, impegni e obiettivi.

Noi le abbiamo conosciute meglio grazie ad un progetto bellissimo che ha dato vita ad un nuovo Mood. Lo Ze:na Mood ispirato alla loro città, Genova.
E’ con estremo piacere che adesso ve le presentiamo. Buona lettura!

Coils - Lanivendole

DHG: siete due donne, due mamme, due mogli. Come fate a tenere tutto unito facendo il lavoro che fate?
LANIVENDOLE: una bella domanda senza una risposta, almeno ancora ad oggi! La spiegazione che ormai dopo qualche anno ci diamo, è di “galleggiare” tra una cosa e l’altra, ci sentiamo un po’ equilibriste in certi periodi. Una regola implicita che abbiamo iniziato a darci è di non occupare più di 2 fine settimana al mese, e poi quello che riusciamo a far rientrare in ogni giornata è ben accetto. Di certo non saremmo riuscite e non riusciremmo a portare avanti i nostri progetti senza un aiuto da parte delle nostre famiglie, ma arrivate fino a qui, guardandoci intorno, alla fine ci sembra che il fatto di creare letteralmente qualcosa ogni giorno sia un bel messaggio da trasmettere ai nostri bimbi, e perché no anche ai nostri compagni. Il fatto che nelle nostre case nel bene e nel male ci siano angoli – o stanze – pieni di colore, materiali, attrezzi curiosi con cui si da forma a qualcosa di semplicemente “bello” porta con sé un valore… oltre che in effetti un po’ di sano disordine  e qualche ciuffo di fibre vagante.

Gradient - Lanivendole

D: la lana è la vostra più grande passione, da dove è nata?
L: nei nostri filati amiamo accostare diverse fibre naturali, e con il tempo e tanta curiosità abbiamo imparato a conoscerne le caratteristiche, i pregi e i difetti. Ovviamente non sarebbe onesto dire che riteniamo migliore la lana rispetto a fibre nobili come l’alpaca, il mohair o perfino il cashmere… ma alla fine tra tutti i fili commerciali o artigianali che ci sono passati per le mani, quelli di lana non deludono mai. Forse il suo fascino sta nella versatilità unica, nelle varietà che se ne possono trovare, nelle straordinarie proprietà che cela dietro umili origini, ma in effetti è la nostra preferita. Come l’abbiamo scoperta? È stata la prima che abbiamo lavorato a maglia, la prima che abbiamo filato, cardato, lavato e annusato e da quei momenti è come se ci raccontasse storie infinite ogni volta.

Come sono nate le Lanivendole

D: cosa vi ha spinto a mettere su questo tipo di attività?
L: diciamo che il diavolo tentatore è stato Internet, perché ci ha permesso di trovare  non solo le risorse e attrezzature per imparare a filare, ma soprattutto per confrontarsi con esperienze altrui… magari dall’altra parte del mondo; poi intorno al 2010 iniziavano a diffondersi i primi portali di shop online dedicati ai makers e questo ha significato che una volta iniziati a creare un po’ di filati per sè è nata presto l’idea di iniziare a produrne in più e vedere anche solo per curiosità se sarebbero piaciuti a qualcuno. Così è stato, per fortuna, e poco tempo dopo abbiamo deciso di fondare la nostra Associazione per poter organizzare anche corsi e laboratori e iniziare a conoscere e fare rete con allevatori, artigiani, designer e creativi del settore.

D: dove e come vi siete incontrate?
L: ci siamo conosciute grazie a DHG!  Avevamo partecipato ad un gruppo di acquisto di fibre in nastro con altri filatori, e essendo entrambe genovesi ci siamo incontrate per dividerci la nostra parte, poi da un caffè a qualche scambio di mail abbiamo partecipato ad una prima fiera insieme… e dopo anni siamo arrivate fino ad oggi… senza mai smettere di partorire idee da portare avanti.

Flower - Lanivendole

Lanivendole – l’emozione del primo filato realizzato

D: realizzate filati  a mano, ci sono parecchi studi dietro alla scelta delle fibre e dei colori  da utilizzare?
L: nella maggior parte dei casi sì, capita di rado di realizzare filati a istinto, semplicemente accostando colori e dandogli una forma casuale. Di solito studiamo a tavolino per prima cosa i materiali, che possono essere funzionali ad un effetto estetico da raggiungere, o a una necessità di impiego. Di pari passo si pensa al titolo e alla struttura che vogliamo dare al filo, e ovviamente poi anche all’accostamento dei colori e se vogliamo partire da fibre tinte o miscelate in cardatura… tante decisioni in effetti, ma ogni passaggio è stimolante. Tra l’altro dopo tutte le prove difficilmente un risultato non ci piace, e così abbiamo iniziato a creare delle piccole collezioni piuttosto che un filato singolo, accostando magari palette di colori o spessori e tecniche diverse ma interessanti, almeno a nostro gusto!

D: il primo filato uscito dalle vostre mani che emozioni vi ha regalato?
L: grande fatica e frustrazione, mani e spalle doloranti, ma anche soddisfazione e tenerezza per quell’insieme nodoso e contorto di lana. Ancora oggi capita di chiederci “ma che ci troviamo?” E ancora una risposta lineare e razionale non l’abbiamo. Un po’ è la pace dell’atto di filare, sentire che tutto il mondo resta fuori e la mente è focalizzata sul fluire delle fibre, sul movimento rotatorio e costante. Una meditazione in movimento. Di sicuro la soddisfazione di creare qualcosa, di tramutare un progetto in realtà è entusiasmante, e poi constatare che con un nostro filato rendiamo felici altri creativi, che possono realizzare a loro volta qualcosa di semplicemente bello e appagante per loro stessi è il massimo, ti fa sentire come un diffusore di benessere.

Locks - Lanivendole

Lanivendole – mission Fiber Art Movement

D: state provando a portare in Italia il Fiber Art Movement, a che punta della mission siete?
L: questa è dura. Il genio creativo italiano è unico al mondo, ma non per questo certe mentalità riescono a sfondare anche qui. Noi siamo sempre rimaste affascinate dalle creazioni audaci e innovative di alcune artiste straniere, ma di fatto, almeno per l’esperienza avuta finora nei corsi, in Italia difficilmente qualcuno si è avvicinato alla filatura con l’idea di creare opere artistiche, o di osare materiali e forme estremi. Anche chi acquista filati artistici, rientra comunque entro canoni estetici raffinati, puliti, e comunque finalizzati a un progetto preciso di impiego, che sia a maglia a telaio o altro. Questo di certo non è un giudizio negativo, è più una constatazione, magari tra qualche anno cambieranno i gusti e ci avvicineremo al mood internazionale, o forse no, manterremo semplicemente la nostra peculiarità italiana… noi continueremo a sperimentare!

Murrina -Lanivendole

D: Lanivendole è il nome che vi distingue e vi  identifica. Da dove è nato?
L: il nome ci è stato dato a Firenze, come forse evoca esso stesso; eravamo  lì in occasione di una fiera, e raccontando il nostro progetto durante una cena, poco più di un sogno all’epoca, un’amica risponde con la parlata fenomenale che contraddistingue i fiorentini: “Sicché voi sareste delle lanivendole alla fine”… e per noi poi a mente fredda questo nome si è dimostrato una rivelazione. L’abbiamo sentito nostro da subito, perfetto.

Tanta passione non poteva che farci venire voglia di un progetto ad hoc. E così non ci siamo fatti scappare l’occasione e abbiamo chiesto a Le Lanivendole di aiutarci a realizzare dei video tutorial sulla filatura a mano. Se vi va di cimentarvi in questa bellissima tecnica allora questi video fanno per voi.

Related Post

Scrivi un commento