Lana merino NO MULESING! Sì grazie

da Gaia Gualtieri - 5 Settembre 2014

Gaia Gualtieri

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Gaia Gualtieri

Finalmente abbiamo la certificazione NO MULESING per la nostra lana merino extra fine.

Credo non ci fosse modo migliore per festeggiare il rientro dalle vacanze…

mulesing dhg

NO MULESING! Sì grazie.

Erano mesi che ci lavoravamo sù e finalmente è arrivata la certificazione. O meglio, è arrivata la lana certificata con la quale da oggi in poi lavoreremo per garantivi non solo un prodotto bello, ma anche un prodotto buono.
Un prodotto che da sempre produciamo assicurandoci che rispetti l’ambiente e la salute dei consumatori (ne abbiamo parlato qualche mese fa della certificazione Oeko-Tex) e che da oggi dimostra una sensibilità in più anche verso la salute delle pecore merino che con tanta generosità ci regalano questa lana meravigliosa.

Non fraintendeteci: fin dall’inizio abbiamo sempre cercato fornitori seri e in grado di garantirci il rispetto di certe regole tuttavia fin tanto che non eravamo in grado di certificare la lana le nostre rimanevano soltanto speranze riposte nei nostri fornitori che per noi viaggiano in lungo e in largo per il globo alla ricerca delle materie prime.
Adesso invece abbiamo la certificazione NO MULESING e siamo felici di poterlo gridare!

Cos’è il mulesing?

Nello scrivere la prima parte di questo post mi sono fermata a pensare che forse non tutti sanno cosa sia il Mulesing e allora regalatemi ancora un po’ del vostro tempo e io cercherò in poche parole di spiegarvi di cosa si tratta.

Il mulesing è una pratica piuttosto diffusa in Australia (paese dal quale proviene la maggior parte della lana merinos del mondo). Consiste nel togliere, senza alcun tipo di anestesia né cura antibiotica, lembi di carne viva dall’area perianale delle pecore per prevenire il cosiddetto “flystrike”.
Flystrike in gergo non tecnico significa miasi. Altro non è che che una malattia infettiva che viene trasmessa all’animale dalle larve che le mosche depositano nei tessuti vivi dell’animale stesso. Nel caso delle pecore merino australiane questo tipo di infezione risulta piuttosto diffusa perché le mosche sono particolarmente attratte dalle frequenti pieghe della pelle di questo tipo di pecora dove si depositano facilmente urina e sporco di varia natura. Poiché questo tipo di infezione può portare facilmente alla morte dell’animale si ricorre al mulesing per evitarne il contagio.
Purtroppo però la pratica stessa, oltre a essere molto dolorosa per l’animale, può essere anche molto pericolosa e portare comunque al decesso. Inoltre non sempre previene realmente il rischio di miasi.

Per questi motivi da molti anni molte associazioni per la salvaguardia dei diritti degli animali, tra cui la PETA in prima linea, portano avanti campagne di sensibilizzazione in questo senso. Hanno inoltre  promosso attività di boicottaggio della lana australiana. In questo modo sperano di portare gli allevatori ad abbandonare questa pratica in favore di altre sicuramente più costose, ma più rispettose degli animali.

Da oggi nel nostro piccolo speriamo di poter contribuire anche noi. NO MULESING! NO MULESING! NO MULESING!

P.S. Se volete saperne di più su internet si trovano tanti interessanti approfondimenti. Se vi addentrerete nel tema vi troverete davanti le foto di tanti animali che hanno subito questa terribile pratica. Io volutamente ho evitato di mettere queste foto a corredo del post. Per me sono veramente troppo forti!

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