Lana cardata: i consigli di Eva per un infeltrimento perfetto

da Eva Basile - 31 marzo 2016

Dopo il corso sulla lavorazione della lana cardata che ho tenuto qui in DHG qualche giorno fa mi è stato chiesto di scrivere un post su questa lavorazione. Mi hanno chiesto di darvi qualche dritta e quindi eccomi qua a tentare di mettere “su carta” i tanti piccoli suggerimenti che do solitamente ai miei studenti.
Vedrete che alcuni consigli ricalcano necessariamente le regole di base della lavorazione (regole valide tra l’altro anche per la lana pettinata), altri sono piccole accortezze mentre taluni sono modalità di lavoro che ho fatto mie negli anni e che voglio condividere con voi.
Non prendetele come dictat ma fatele vostre solo se vi va. In fondo ognuno deve fare propria la tecnica e personalizzarla anche un po’, vi pare?

La lana cardata. Le mie regole d’oro per un infeltrimento perfetto.

  • Il feltro è un materiale molto tattile quindi usate il metro e la bilancia di precisione, se serve, ma non dimenticate di sperimentare gli aspetti più manuali ed intuitivi. Esercitatevi, imparate a calibrare i vostri gesti, addestrate l’occhio ad osservare quello che via via succede e fate attenzione a cosa ‘funziona’ e cosa no.
  • Fate in modo che le mani imparino a manipolare il materiale senza bisogno di affidarsi a regole troppo teoriche. Imparate a ‘sentire’ le fibre, a capire quando è arrivato il momento di aumentare la forza con cui lavorate o il calore dell’acqua.

Lana cardata i consigli di Eva Basile

  • La lana cardata è più facile da usare della lana pettinata perché basta aprire la falda per poter separare dall’insieme lo spessore della falda che vi serve: imparate a farlo con delicatezza e fate attenzione a capire quale sia la direzione delle fibre.
  • Disponete la lana cardata in più strati sottili, piuttosto che in uno strato unico, facendo attenzione alla direzione delle fibre: se ad esempio iniziate con le fibre disposte verticalmente allora proseguite nella stessa direzione finché avrete steso la lana su tutta l’ampiezza del progetto. Bagnate ogni strato con acqua tiepida e compattatelo brevemente fino ad appiattire il lavoro prima di stendere lo strato successivo. Le fibre di questo secondo strato dovranno essere orientate nella direzione opposta a quelle dello strato precedente. Imparare a stendere bene la lana è essenziale: controllate che lo spessore sia omogeneo perché il risultato finale dipende molto da questo!
  • Non limitatevi ad un solo tipo di lana cardata: ci sono lane forti come la Bergschaf che si lavora molto facilmente e che ha il potere di  penetrare fra strato e strato, lane dall’effetto secco ma non ispido come la Maori con la quale lavorare a 360°sia a secco che ad umido, lane morbide e delicate come la Merino Extrafine.
  • La lana si sposa con un infinito numero di altri materiali, tessuti, fibre e filati. Materiali che infeltriscono assieme alla lana o che si oppongono a questo magico processo. Sperimentateli: sono un modo efficace per personalizzare il lavoro.
  • Il colore è una grande risorsa ma usatelo con attenzione e scegliete bene le tinte: se stendete la lana a strati sottili potete creare effetti mélange all’infinito. Fate molte prove finché non troverete gli effetti giusti.

Lana cardata i consigli di Eva Basile

  • Il sapone serve a far scivolare le mani sulle fibre, a creare un ambiente favorevole al processo d’infeltrimento. Non ne serve tanto quindi non fate troppa schiuma perché le fibre si potrebbero sparpagliare e non riuscireste più a controllarle. Vi consiglio poi di usarlo quando frizionate vigorosamente le superfici nelle fasi finali perché questo eviterà che si creino ‘pallini’ antiestetici.
  • Non usate troppa acqua: se le fibre ‘sguazzano’ è difficile controllarle.
  • Il pluriball è un materiale economico e facilmente reperibile: usatelo per stendere la lana cardata da lavorare disponendo le ‘bolle’ verso l’alto e lasciando spazio tutto attorno. In questo modo potrete avvolgere il lavoro e rotolarlo ritmicamente per indurre l’infeltrimento. Vi consiglio di optare per quello di medio spessore perché un po’ di consistenza serve.

Lana cardata i consigli di Eva Basile

Queste sono le mie regole d’oro per un perfetto infeltrimento della lana cardata. E le vostre?

Se ti è piaciuto questo articolo, potrebbe interessarti anche Maria Friese: interviste esclusive DHG

Related Post

6 Commenti per Lana cardata: i consigli di Eva per un infeltrimento perfetto

  1. Eva Basile

    E’ un piacere rivedere le belle foto dell’Agnese che ritraggono le mie manacce e le prime prove di mix Maori-Bergschaf!

  2. Annalisa Chelli

    Cara Eva, grazie ancora per i preziosi consigli che hai voluto condividere con gli amici di DHG!

  3. Emilia Marino

    Carissima Eva sono molto felice di essermi soffermata sulla tua breve relazione, molto interessante. Ho appena iniziato questa stupenda opera di realizzazione con la lana cardata,
    sono sette anni che frequento le scuole waldorf, non ho mai lavorato la lana , diciamo che nella mia vita trascorsa al waldorf ho sempre apprezzato cio che realizzavano con la lana ,ma naturalmente, provato a fare un’angelo mi sono resa conto di non essere portata a fare tale lavoro, e cosi mi sono messa a venderle per la scuola a un’ mercatino ,come ho detto apprezzando infinitamente il lavoro manuale. Poi un giorno una maesta mi disse che mi avrebbe insegnato, ma il tempo e i nostri tempi non si incontravano, ma io nel fratempo avovo comprato della lana , questa lana la misi in un’armadio , un giorno in un’momento particolare della mia vita mi ricordai della lana e cosi, iniziai queste piccole realizzazioni niente di che, ma più la lavoravo e più mi rilassava, era una vera e propria terapia, cosi, non ti scandalizzare, dal 4/12/2016, naque questo amore stupendo. E’ meno di un mese che lavoro questo materiale, nel fratempo mi sono fermata una decina di giorni, ma è stato amore, sperimento ,naturalmente guardo dei tutorial , non è farina del mio sacco ,ma seduta su quel tavolino tutto si vive nel presente, e non solo, i mie dolori dal momento che inizio a realizzare un’piccolo oggetto svaniscono, e sono nel presente . mi auguro di trovarmi nuovamente ad imparare sempre più cose per migliorare le mie modeste opere incontrandoti in qualche sito.
    ti ringrazio del tuo breve e coinciso nsegnamento, spero presto di fare un corso di lana cardata per imparare a maneggiare coccolare questo merviglioso tessuto che pur lasciandomi nel presente ,mi fa volare con la mente e la fantasia, grazie

  4. Gaia Gualtieri

    Grazie per le belle parole. Riferiremo ad Eva che sicuramente ne sarà felice. Tra l’altro proprio nei prossimi mesi Eva terrà dei corsi qui in DHG. Ne daremo notizia tramite la nostra newsletter quindi non devi fare altro che rimanere connessa. 🙂

  5. marisa fenoglio

    Ho della lana di pecora lavata e fatta cardare…sto cercando di fare le pantofole ,ma non riesco a combaciare i due lati …perche? Faccio l’infeltrimento dopo aver posizionato tutta la lana a ciuffetti incrociati…Quando faccio l’altro lato non legano le fibre nonostante le saponature…Questo succede solo nelle chiusure delle giunzioni..Posso avere un vostro video per capire dove sbaglio? Grazie per la risposta.

  6. Gaia Gualtieri

    Buongiorno Marisa.
    L’unico video che possiamo consigliarle è questo: https://www.youtube.com/watch?v=lenZpW96jw8&list=PLmHZiuRjCls5KVbwDP1ELn_8V2byMHtWV&index=5
    Qui può verificare se la sua tecnica è corretta o meno. Resta però inspiegabile come mai per le giunture la sua tecnica non funziona. Per quanto ci è dato sapere infatti per le giunture non è richiesta una tecnica diversa quindi se lavora e infeltrisce senza problemi il resto del lavoro dovrebbe ottenere un buon risultato anche all’altezza delle chiusure. Eventualmente provi a lavorare l’area anche a ago. Ci faccia sapere se risolve!

Scrivi un commento