Giant Knitting secondo Cris Pedrotti

da VeryCris DHGPenFriend - 21 gennaio 2016

Il giant knitting è ormai da un paio d’anni diventata l’ossessione di knitters più o meno esperti.

In effetti con un filato anche molto semplice (ma di dimensioni XXL), un paio di ferri e un po’ di creatività si riescono ad ottenere risultati sorprendenti e i pezzi risultano essere molto scenografici pur nella loro semplicità.Giant Knitting

Io personalmente non mi ero mai cimentata ma quando DHG mi ha chiesto di lavorare a dei progetti di giant knitting ho accetto con entusiasmo e ho sviluppato molti progetti sia utilizzando il filato GIANT che il Tops di Lana Merino Extrafine (anche se in questo caso ci vuole forse un po’ più di manualità perché, non essendo un filato ritorto, il tops va maneggiato con maggior attenzione e delicatezza).

Il giant knitting by VeryCris

Ed eccovi quindi il progetto di giant knitting che ho scelto, tra i tanti, di raccontarvi. Ho realizzato un giaccone senza maniche lavorando il filato con tecnica macramè,  maglia costa 1/1 e uncinetto con le dita. Come potete capire per me giant knitting non significa solo lavorare ai ferri ma utilizzare molteplici tecniche diverse…il minimo comun denominatore sono chiaramente i filati XXL!
Oltre al filato e ai ferri di legno (anche questi da oggi acquistabili su dhgshop) servono pertanto un pizzico di abilità manuale e una buona dose di fantasia. Iniziamo!

Lavorazione a catenella

Innanzitutto intrecciamo una catenella fatta con le dita che utilizzeremo come “portanodi” sia per il dietro che per i davanti del capo. E’ una lavorazione molto semplice che vi mostro anche in video.

Ho creato in questo modo una catenella di dimensioni sufficienti a coprire la larghezza delle spalle ricordandovi sempre che la lavorazione tende a restringere le misure e quindi è buona cosa abbondare con i punti laterali. Per aiutarmi io ho utilizzato un manichino (in commercio se ne trovano di molti tipi anche a prezzi contenuti).

Lavorazione macramè

Il macramè è una lavorazione a nodi (il termine deriva dall’arabo e significa “frangia”) che io amo in particolar modo perché, pur essendo piuttosto semplice, consente di realizzare superfici tessili anche molto grandi e interessanti dal punto di vista estetico. Per questo motivo ho deciso di utilizzarla per realizzare parte del cappotto.
Innanzitutto ho preparato i fili da “annodare”che dovranno essere sempre in multipli di 3 e avere tutti la stessa lunghezza (quadrupla rispetto a quella che volete abbia il vostro capo finito).
Li ho piegati in due e li ho agganciati alla catenella facendo passare ogni cappio in ciascuna asola inferiore, procedendo dal basso, e stringendo delicatamente.

Ho quindi iniziato a intrecciare.  Nel video che segue vi mostro la tecnica di intreccio.

Non vi do indicazioni specifiche sul numero o la distanza degli intrecci perché questi sono la diretta espressione della creatività di ognuno di noi. Sta a voi scegliere quanti e a che distanza farne a seconda che vogliate ottenere una superficie più o meno compatta e la disegnatura che vorrete ottenere. Intreccio dopo intreccio ho realizzato il dietro del cappotto e, una volta raggiunta la misura desiderata, ho rifinito il pezzo con dei nodi a filo doppio così da realizzare una frangia.
Con la stessa identica tecnica ho poi creato le due parti che compongono il davanti (ovviamente lasciando al centro lo spazio, non lavorato, per il collo per il quale io ho calcolato circa 18 cm).
A questo punto ho creato delle asole con le dita che mi sono servite per agganciare il collo stesso a fronte e retro del capo, vi ho infilato i ferri di legno, partendo dallo scollo davanti, e ho iniziato a lavorare.

Lavorazione dritto e punto coste 1 /1

Il primo ferro l’ho lavorato al dritto e dal secondo ho lavorato in costa, 1 punto dritto e 1 rovescio, per 10 ferri.

Il pezzo a questo punto è praticamente finito! Ho cucito i fianchi intrecciando un filo per unire i lembi e lasciando circa 23 cm per il giromanica. Come tocco finale ho scelto di rifinire il davanti e i giromanica con una catenella anche in questo caso lavorata con le dita. Eccovelo nella versione in nero, che ne pensate?

Giant Knitting Giant Knitting

Giant Knitting

Ed eccovi qualche altro suggerimento “della nonna” valido sia per il giant knitting che per lavorazioni a maglia più tradizionali.

  • Mantenete sempre una lavorazione morbida sia che lavoriate con il filato Giant che direttamente con il tops di lana: entrambi hanno bisogno di aria per esprimere tutta la loro bellezza!
  • Quando lavorate a maglia rasata (che vuol dire un ferro al dritto e in ferro al rovescio) vi consiglio di non lavorare mai il primo punto e di lavorare l’ultimo sempre al dritto: in questo modo otterrete una cimosa pulita, comoda per la cucitura e l’assemblamento dei capi
  • Per avviatura delle maglie s’intende l’allineamento di anelli di filo su di un ferro, anelli che poi serviranno da base per il futuro lavoro. Esistono molti tipi di avviatura ma quella che io consiglio è la catenella all’uncinetto che permette una immediata misurazione del lavoro, si arrotola meno e consente rifiniture migliori.

Alla prossima!

Cristina Pedrotti

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2 Commenti per Giant Knitting secondo Cris Pedrotti

  1. Cris

    Esagerato, oversize, ovattato, elegantissimo ma soprattutto facile da realizzare da sole.
    L’abc del tricot parte da qui: facile da riprodurre, stupendo da indossare.
    Un mood che è soprattutto emozione.
    Cris ( VeryCris)

  2. Annalisa Chelli

    E brava la nostra Cris!

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