Feltro e Arte Performativa: Hyper Thalamus

da Annalisa Chelli - 29 Luglio 2016

Annalisa Chelli

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Sicily and Tuscany are in my blood. Travelling, movies, music, and art are the things I enjoy the most. I love whales, tattoos, the sea, Africa, good food, big smiles, Picasso, ‘The Master and Margarita’, and ‘Marriage Italian Style’. I believe in Charles Darwin and in the proverbs my grandmother said.
Annalisa Chelli

Feltro e Arte Performativa possono trovare un punto d’incontro? A quanto pare sì. E il video che vi presento lo dimostra. Hyper Thalamus è un progetto performativo di Manuel Attardi e Danila Massara.

Feltro e Arte Performativa

Noi siamo felicissimi di aver dato un piccolo contributo alla realizzazione di questo video, il talamo in cui i due performer si esibiscono è infatti il nostro Termoformabile. Il video in questione è un progetto performativo che esprime infinita bellezza e regala spunti di riflessione su un argomento antico ma sempre attuale: la relazione.

Passiamo ora all’intervista, stavolta a due voci. Manuel e Danila vi racconteranno della loro esperienza con Hyper Thalamus.

Feltro e Arte Performativa

Intervista

DHG: com’è nata l’idea di Hyper Thalamus e quale il messaggio  porta con sé?
MANUEL: l’idea è nata durante un pranzo, mentre si chiacchierava delle nostre ultime avventure artistiche. Danila vive tra Milano e Parigi portando in giro gli spettacoli della sua compagnia Linea D’aria, mentre io sono spesso in viaggio in Asia per lavoro e avevo appena chiuso due progetti performativi con Ricci/Forte e Animanera. Abbiamo iniziato a parlare di una performance nostra e abbiamo pensato al letto come archetipo dell’incontro, palcoscenico di momenti intimi e di profonda modificazione emotiva. È stato un lavoro che è durato quasi tre anni, un lavoro dove abbiamo tolto, limato, pulito e siamo arrivati alla forma più semplice possibile. Dove lo spettatore ha 4 punti di vista della stessa storia, una storia con innumerevoli sfaccettature, una storia che ne racconta mille altre, dove parole come realtà, verità, giusto o sbagliato perdono di significato.
DANILA: l’idea iniziale, se ricordo bene, era di confrontarci su cosa accade a due corpi che condividono uno spazio ristretto, e su come la loro relazione possa mutare a secondo del punto di vista. Abbiamo immaginato un luogo concreto e scelto il più intimo ed essenziale dei posti: il letto, con tutto quello che simbolicamente rappresenta. Non so se Hyper Thalamus porti con sé un messaggio vero e proprio, ma può spingere ad una riflessione riguardo le relazioni, in cui tutto è sempre in divenire, anche nell’immobilità, se guardata da angolazioni diverse.

Feltro e Arte Performativa

DHG: la parte scenografica è ridotta al minimo. E nel  video sono impiegati dei fasci di luce. Queste luci, con  i loro colori diversi,  sono in rapporto con l’azione che si svolge?
MANUEL: i quattro neon che delimitano lo spazio che occupa il letto di feltro, sono i punti cardinali e al contempo rappresentano quattro punti di vista che possono essere in realtà innumerevoli. Essi creano una sorta di camera fotografica, dove la realtà viene imprigionata e trasformata dall’occhio fotografico. Questa è una coppia. Questa non è una coppia. Le luci trasformano il letto in un ring, in una zattera, in tutte quelle immagini che il letto rimanda.
DANILA: certo, fanno parte dell’azione stessa. Enfatizzano il concetto dei diversi punti di vista.  Posizionate ai quattro angoli, creano inoltre una sorta di ring, perché il letto è teatro di complicità ma anche di antagonismo, di piacere e di lotta. (Come per il feltro, anche l’utilizzo dei neon rientra nell’idea di riprendere elementi che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea).

Feltro e Arte Performativa

DHG: perché avete pensato al feltro come letto performativo?
MANUEL: inizialmente avevamo provato su un materasso vero, ma era troppo instabile coreograficamente. Inoltre da un punto di vista stilistico era troppo legato alla camera da letto e noi volevamo astrarci dagli stereotipi. Allora abbiamo pensato che un letto in feltro, creato da una stratificazione fosse un messaggio potente, soprattutto se si pensa al significato che questo materiale ha assunto con la poetica di Joseph Beuys, autore a cui faccio sempre riferimento nella mia opera. Così il letto è diventato un quadrato di substrati di vissuto, di inconscio, di ciò che ognuno porta all’altro in maniera consapevole o meno.
DANILA: per più ragioni. Artisticamente per il ruolo che ha avuto nella storia dell’arte concettuale. Materialmente per l’aspetto grezzo e la consistenza sufficientemente morbida da adattarsi alle nostre esigenze tecniche di movimento. Simbolicamente per la possibilità di creare degli strati, il cui sovrapporsi rappresenta il passare del tempo, l’accumulo delle esperienze: ogni volta che ci si stende in un letto, anche se nello stesso letto e con la stessa persona, uno strato di vita si è aggiunto e nulla è più come prima.

Feltro e Arte Performativa

DHG: il video parteciperà in futuro a qualche concorso di settore?
MANUEL: stiamo pensando di partecipare al concorso video minuto con un montaggio ridotto della video performance o comunque di portare la performance in qualche festival.
DANILA: lo proporremo a concorsi di video-danza ma anche ad altre manifestazioni artistiche in cui è possibile presentarlo abbinato alla performance dal vivo. (Sì, perché Hyper Thalamus prevede anche una versione live!)

DHG: come ogni azione performativa, durante e dopo lo svolgimento, ci si può accorgere che qualcosa in noi è mutato, che il pensiero su un certo argomento si è trasformato. Vi siete sentiti cambiati dopo la realizzazione di questo video?
MANUEL: è stato il primo lavoro per me scritto a due mani, dove le idee e ogni scelta è stata condivisa, valutata e messa in discussione molte volte. È stato faticoso ma molto profondo ed intimo e sicuramente rapporto con Danila su è fortificato. Inoltre lavorare sul letto e ciò che significa nel profondo, ha messo in discussione molte cose della mia vita privata.
DANILA: sì, sono dimagrita di un paio di chili: l’abbiamo girato con un caldo torrido! Ovviamente, c’è altro. È lavorando ad un progetto che se ne scopre la reale ampiezza e il concetto di Hyper Talamus è davvero vasto e appassionante, varrebbe la pena approfondirlo.

Feltro e Arte Performativa

DHG: e ora una domanda che non ha a che fare con HT. Semplicemente: la canzone estiva di tutti i tempi? Così ci salutiamo in musica.
MANUEL: Wild world di Cat Stevens, una delle canzoni più belle di tutti i tempi, struggente ma al tempo stesso piena di amore incondizionato, l’unico vero amore possibile.
DANILA: visto gli attuali sconvolgimenti climatici, rispondo con una canzone per tutte le stagioni, comprese le notti d’estate, da passare dentro e fuori il talamo: Because the night di Patti Smith.

Il momento è arrivato: godetevi Hyper Thalamus!

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