Eva Camacho: uno studio su merino e maori

da Eva Camacho - 17 Novembre 2019

Per le mie opere in feltro uso prevalentemente la lana merino perché mi dà modo di realizzare abiti in nuno feltro molto leggeri e con una bellissima trama. Tant’è che ho venduto questo tipo di articoli sia a fiere, gallerie, che ad alcuni Store dei musei.

Ho utilizzato tutti i tipi di lana merino dai 14 ai 22 micron, sia in forma di lana cardata che di tops di lana. Con ciascun tipo ho realizzato e realizzo oggetti diversi. Infatti, con la lana merino extra fine cardata realizzo i gioielli in feltro, mentre con il tops di lana merino extra fine creo gli abiti in feltro. Vi chiederete perché non utilizzo la lana cardata per realizzare un abito in feltro? Perché ritengo che il tops di lana sia il tipo di fibra più facile per stendere gli strati di lana.

Credo che la lana merino sia una fibra molto bella e utile per ottenere una superficie meno pelosa, tanto quasi da arrivare ad avere un effetto ed un aspetto simile alla pelle di camoscio.

Nel corso della mia esperienza artistica ho sperimentato anche altre tecniche e altri materiali in lana merino extra fine come, ad esempio, stampare con la ruggine sul prefeltro di lana merino.

Eva Camacho Fiber Artist

Circa due anni fa, ho deciso di smettere di creare abiti ed iniziare ad esplorare tutte le possibilità che il feltro poteva dare come mezzo sia per creare lavori visivi, che concettuali. Uno dei miei obiettivi principali è quello di aumentare la consapevolezza delle persone sui molti problemi che influenzano la nostra società, uno di questi è il cambiamento climatico. Durante gli ultimi due anni ho quindi sviluppato una serie di pezzi che si concentrano sul problema dell’acqua. Ispirandomi a questo argomento ho creato una collezione di pezzi con molte crepe e spaccature sulle superficie, in modo da apparire come crepe che si creano nel fango a causa della siccità d’acqua.

Nonostante abbia cambiato argomento e tema dei miei lavori nel corso degli anni, però una cosa è sempre rimasta, ovvero ho sempre utilizzato la lana merino che è la mia fibra preferita.

Eva Camacho mette a confronto la lana cardata: merino vs maori

Non avendo mai utilizzato della lana più grezza per realizzare l’effetto crepe e spaccature sul feltro, ho deciso di sperimentare. Ero curiosa di vedere quale sarebbe stato il risultato. Soprattutto di capire come questo tipo di lana si sarebbe comportato intorno ai tagli, considerando che la resa della superficie sarebbe stata più pelosa.

Quindi ho deciso di mettere a confronto e testare questi due tipi di lana cardata: la lana maori cardata (27 micron circa) e la lana merino extra fine cardata (19 micron circa).

Per darvi maggiori informazioni su questi due tipi di lana, vi posso dire che: la lana maori è un blend di lana cardata della Nuova Zelanda (solitamente Coopworth e Corriedale) ed è ritenuta essere una fibra molto resistente per il lavoro di infeltrimento ad ago, borse in feltro e stivali; mentre la lana merino extra fine è un blend di lana cardata dall’Australia e dal Sud America ed è ritenuta essere una fibra adatta all’infeltrimento ad acqua e per il nuno feltro.

Lana maori cardata vs lana merino extra fine cardata

Per prima cosa ho iniziato con il selezionare i colori dei campioni e per non creare confusione visiva ho usato due colori diversi per ogni tipo di campione.

Come passo successivo ho separato gli strati di entrambe le lane cardate, in questo modo ho potuto constatare la diversa densità. E dalle foto potete vedere come le fibre della lana maori cardata sembrino più dense di quelle della lana merino extra fine cardata. Allo stesso tempo vi posso dire che le fibre di quest’ultima sono più lunghe rispetto a quelle della maori. Mentre stavo separando gli strati, ho notato anche che quelli della merino extra fine erano più facilmente separabili rispetto a quelli della lana maori cardata.

Strato di lana maori cardata
Strato di lana merino extra fine cardata

Ho creato quindi due campioni identici delle dimensioni di 30 cm x 30 cm, utilizzando 20 grammi di entrambe le fibre.

sperimentazioni - feltro ad acqua

Creare le crepe e le spaccature

Passiamo ora a creare le crepe e le spaccature nel feltro. Per fare ciò avrete bisogno di un nastro di carta, che verrà utilizzato come mezzo per creare un vuoto tra gli strati della lana.

Tagliate il nastro, in questo caso blu, in piccole parti così da sovrapporlo e poterlo utilizzare per decidere l’andamento delle crepe. Ovviamente, più sarà largo il nastro, più saranno larghe anche le crepe che si andranno a creare sul feltro. Per comodità successiva, vi suggerisco di lasciare del nastro che sporge.

Una volta decise le direzioni e il numero di spaccature ho steso il secondo strato di lana (10 g); più i colori sono contrastanti più le spaccature saranno di effetto.

eva camacho - infeltrimento ad acqua
eva camacho - sperimenta con fibre naturali

A questo punto dovrete infeltrire il vostro progetto. Dopo aver svolto un buon processo di infeltrimento, passiamo al passaggio successivo, ovvero tagliare con delle forbici lo strato superiore del feltro.

Avendo lasciato il nastro di carta blu leggermente sporgente dal pezzo, sappiamo da dove iniziare a tagliare e la direzione che dobbiamo seguire. Vi consiglio di rimanere sempre al centro del nastro, così da avere entrambi i lati tagliati della stessa larghezza. Via via che procedete nel taglio del feltro rimuovete con delicatezza il nastro di carta.

Eva Camacho sperimenta la lana maori cardata
Eva Camacho sperimenta la lana merino extra fine cardata
Infeltrimento ad acqua - lana maori cardata

Una volta rimosso il nastro, continuate a infeltrire. In questo modo, anche le fibre rimaste sotto il nastro si sono infeltrite. Con questo infeltrimento aggiuntivo abbiamo svolto anche un altro compito, ovvero ridefinire i bordi tagliati.

Eva Camacho infeltrisce la lana maori cardata

Ora il lavoro diventa più arduo, perché muniti di piccole forbici ben affilate, dovrete iniziare ad incidere e quindi tagliare lo strato superiore, per creare ancor di più l’effetto di un fango arido e bruciato dal sole.

Eva Camacho creazioni di lana maori cardata

Dopo aver fatto le incisioni, utilizzate le stesse forbici appuntite per rimuovere le fibre in eccesso sui tagli. Così da ottenere una maggiore definizione della spaccatura.

Eva Camacho e la lana maori cardata
Lana maori cardata - fibre naturali

Osservazioni di Eva Camacho sulle lane cardate:

  1. La Merino Extra Fine cardata è più facile da separare rispetto alla Maori cardata. Ritengo che questo dipenda dal fatto che le fibre di Maori sono più corte di quelle della Merino Extra Fine. Infatti, le fibre tendono ad essere più aggrovigliate quando sono più corte.
  2. La Merino Extra Fine cardata è meno densa rispetto alla Maori, anche questo è dovuto alla lunghezza delle fibre.
  3. La lana Merino Extra Fine, come mi aspettavo a causa delle finezza delle fibre ha avuto un restringimento del 10% in più rispetto alla lana Maori.
  4. Il feltro fatto con la lana Maori è più spugnoso del feltro di Merino Extra Fine.
  5. Il feltro fatto con la lana Maori è risultato con una superficie più pelosa.
Lane cardate quanto si restringono
Lana maori cardata e lana merino extra fine cardata a confronto

Alla fine di questo confronto tra lana maori cardata e lana merino extra fine cardata, vi posso dire che è stato bello sperimentare e giocare con una fibra che non avevo mai usato prima. Il mio prossimo obiettivo sarà quello di continuare ad usarla, mischiandola però con la merino extra fine così da ridurne la pelosità della superficie.

Se vuoi continuare ad approfondire il tema delle lane cardate e di come si infeltriscono, allora ti suggeriamo di leggere anche l’articolo di Gladys Paulus che mette a confronto la bergschaf e la merino extra fine.

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4 Commenti per Eva Camacho: uno studio su merino e maori

  1. Cristina

    Molto molto interessante!

  2. Annalisa Chelli

    Ciao Cristina e grazie!

  3. Natali

    Grazie per il tutorial! Molto interessante!

  4. Annalisa Chelli

    Grazie!

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