Cotone – Storia, caratteristiche morfologiche e molto altro ancora

da Edoardo Del Lucchese - 6 luglio 2017

Il cotone come fibra vegana

Il cotone è una fibra naturale ed è  una delle fibre più utilizzate dall’uomo insieme alla lana. Inoltre è una delle poche coltivazioni che l’uomo semina da centinaia di anni senza scopo alimentare.

Per poter crescere la pianta del cotone ha bisogno di un clima caldo caratterizzato da periodi di elevata umidità ad altri molto aridi, necessari alla fase di maturazione.

Cotton flowers

Fiori di Cotone

La fibra, utilizzata per la produzione tessile, risulta molto lunga, morbidaestremamente lucida e viene ricavata dalla fitta peluria che avvolge i semi. Questi peli sono costituiti da cellulosa pura ed è da lì che si ottengono le fibre.
La raccolta avviene in genere alla fine della stagione calda. Ogni pianta può produrre dai 2 ai 5 chili di fibra.
Le fibre più lunghe sono trasformate in filato mentre quelle più corte vengono utilizzate per produrre cellulosa pura.

Storia del cotone

In Europa arrivò per la prima volta in Sicilia grazie ai Saraceni poco prima dell’anno mille, anche se ci vollero almeno altri tre secoli prima che si diffondesse. Per tanti anni fu considerato un prodotto di lusso al pari della seta.

L’importanza di questa fibra tessile aumentò in modo esponenziale con la scoperta dell’America dove furono trovate delle specie locali diverse da quelle di origine asiatica. La coltivazione delle piante del cotone si diffuse in breve tempo soprattutto in quella che oggi viene definita America Meridionale, ma ebbe il momento massimo di espansione a partire dal 1792 quando grazie alle nuove tecnologie il costo di produzione abbassò a dismisura.

Morfologia e proprietà del cotone

Il cotone ha una composizione al 95% di cellulosa ed è un materiale leggero, morbido e ha elevate proprietà di assorbimento.
Il colore cambia a seconda dell’origine di provenienza. Nelle varietà americane la fibra è bianca, mentre in quelle egiziane ha un colore giallastro, infine quelle di origine cinese hanno un colore bruno-rossastro. Allo stesso modo anche la lunghezza della fibra varia tra i 60 e i 10 mm.

Se si osserva la fibra al microscopio si può notare come abbia una forma nastriforme a spatola, con circonvoluzioni a spirale e con due terminazioni. Gli avvolgimenti sono frequenti e regolari nelle fibre di buona qualità.
Ha comportamento anelastico. La sua resistenza meccanica è influenzata dalla presenza dell’acqua: le fibre umide sono più tenaci di quelle secche.

Cotton Fiber under a microscope

Fibra di Cotone vista al microscopio

Per migliorare o esaltare alcune caratteristiche dei manufatti di cotone vengono effettuati dei processi particolari quali:

  • sanforizzazione: per ottenere un tessuto con un ritiro inferiore a l’1% si effettuano una serie di lavaggi, pressature e asciugature;
  • mercerizzazione: tramite questo trattamento si conferisce alla fibra un aspetto brillante e una lucentezza permanente nonché una grande resistenza alla trazione, una maggiore elasticità e una maggiore affinità con quasi tutte le sostanze coloranti.

Classificazioni commerciali

Secondo la provenienza:

  • Nord america: produce il Sea Island che dà fibre lunghe di qualità pregiata ma delicata e l’Upland che dà fibre di media lunghezza;
  • Sud america: Brasile e Argentina producono buone qualità di cotone, inferiori però alle nordamericane. Tra le migliori: il Macao e il Cacho. Dal Perù proviene il Tanguis, dalla Colombia il Surinam;
  • Egitto: sono tra i più apprezzati a livello mondiale per finezza, lucentezza e resistenza. Le qualità più pregiate sono il Sakellaridis e il Makò.
  • Pakistan: vengono coltivati due tipi di piante ovvero quella di origine locale che ha una fibra corta della varietà Devi e l’American Seeds, un seme americano di buona qualità, esportato per la maggior parte;
  • Italia: ha una coltivazione molto ridotta soprattutto nella parte meridionale della penisola, dove viene coltivato l’american seeds di media qualità;
  • India: è la seconda produttrice mondiale dopo gli Stati Uniti, ma la qualità del prodotto è scadente. La fibra è notoriamente grossa e ruvida, piuttosto corta e con molte impurezze. Le qualità migliori sono il Banir, il Madras e il Sural. La varietà più scadente è detta Bengala e viene usata per preparare il cotone idrofilo di buona qualità.
Raw cotton tops

Tops di Cotone greggio

Curiosità: differenza tra cotone idrofilo e ovatta di cotone

Il cotone idrofilo è un prodotto che è stato sottoposto a cardatura e a candeggio, rendendolo atto all’assorbimento dell’acqua. Un ulteriore procedimento facoltativo è quello della sterilizzazione, che rende la fibra idonea a l’utilizzo in particolari applicazioni mediche.

L’ovatta è invece un feltro soffice e di scarsa consistenza, che si fabbrica mischiando ritagli di cotone, preventivamente lavati battuti e sfilacciati, fibra vergine e i cascami ripuliti. L’ovatta è molto impiegata nelle imbottiture per arredamento o abbigliamento.

Qualche suggerimento per la cura dei vostri prodotti di cotone

Il cotone è un materiale che non necessita di cure particolari, ma qualche accortezza è sempre bene averla in mente.
Il lavaggio può essere effettuato sia con sapone da bucato che con altri tipi di detersivi senza subire danni. Particolare attenzione invece deve essere prestata all’asciugatura in quanto se conservato umido può essere attaccato da batteri e muffe. A differenza di lana e seta invece non viene attaccato dalle tarme.

Tops di cotone tinto

Tops di Cotone tinto

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