Il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci – Riapertura

da Annalisa Chelli - 10 ottobre 2016
Annalisa Chelli

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Sicily and Tuscany are in my blood. Travelling, movies, music, and art are the things I enjoy the most. I love whales, tattoos, the sea, Africa, good food, big smiles, Picasso, ‘The Master and Margarita’, and ‘Marriage Italian Style’. I believe in Charles Darwin and in the proverbs my grandmother said.
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Il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci

Il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato ha avuto i suoi inizi negli anni Ottanta per volontà del Cavaliere del Lavoro Enrico Pecci. All’epoca fu selezionato ed incaricato l’architetto Italo Gamberini di curare il progetto e la realizzazione della struttura. Dal 1988, anno della prima inaugurazione, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci ha avuto come missione quella di indagare tutte le discipline dell’arte contemporanea. Senza tralasciare l’avvicinamento della comunità all’Arte più attuale, da sempre considerata elitaria e adatta ad un tipo di pubblico ristretto e istruito.

Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci

Il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci è gestito dall’omonima Fondazione Pecci. È supportato dal Comune di Prato e dalla Regione Toscana. Dal 2014 il Direttore è Fabio Cavallucci. Il museo si elegge così a punto di riferimento per l’intera Italia, essendo il Pecci l’unica istituzione pubblica dedicata all’Arte Contemporanea.

Dopo il riammodernamento architettonico effettuato da Maurice Nio, la struttura del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci appare avveniristica e riporta alla memoria una navicella spaziale. La sua punta infatti cerca di captare le onde, in questo caso i nuovi tipi di arte e i suoi ambiti di utilizzo. Diamo ora la parola al Direttore del museo, Fabio Cavallucci, che ci ha gentilmente rilasciato un’intervista.

La riapertura

DHG: Gentile Direttore noi pratesi, e non solo, siamo con il fiato sospeso per il Grand Opening del Centro Pecci. Apertura che inaugurerà un ampliamento del museo. Può raccontarci brevemente cosa dobbiamo aspettarci e quali i nuovi punti di forza di questo progetto?
Cavalucci: 
Fine Del Mondo è il titolo della mostra di apertura, ma non è catastrofica, apocalittica. Vedremo il nostro mondo, quello che ci sfugge di mano e che conoscevamo fino a qualche decennio fa, attraverso una sorta di esercizio della distanza. In questa nuova ala del museo realizzata da Nio Maurice entreremo in un edificio, dove verremo proiettati a qualche migliaio di anni di distanza, negli spazi interstellari e vedremo il mondo piccolo e lontano. Ripensare al nostro presente come parte di un tutto, come parte di Ere geologiche quasi interminabili. Un’altra parte della mostra sarà dedicata al presente in cui avremo un Caos. Un conflitto in cui tanti artisti provenienti dalla Russia, Azerbaigian, Marocco e Iran s’incontreranno. E poi di nuovo ci allontaneremo verso altri luoghi dell’Universo. La mostra ci suggerisce che il mondo è finito, ma iniziamo già ad intravedere il prossimo futuro dal quale partire a ricostruire.

Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci

Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci eletto a luogo d’arte a livello internazionale

D:  Prato negli ultimi anni sta investendo molte energie nel tentativo di eleggere la nostra città a luogo d’arte attrattivo a livello internazionale. A che punto del percorso siamo?
C: 
Prato sta facendo miracoli dal punto di vista politico e dell’impegno. Non ho mai trovato, né in giro per l’Italia né altrove,  un’altra città che come Prato fosse così complessivamente confidente nel procedere verso una pura attenzione all’Arte Contemporanea. Il percorso è lungo perché siamo in una nazione difficile da questo punto di vista. Perché in Italia non esiste la cultura del contemporaneo. Però questo dà a Prato l’opportunità di essere ancora più slanciata verso l’Arte Contemporanea, di essere ancora più riconoscibile in questo settore.

D: prima di arrivare alla direzione del Centro Pecci è stato direttore e curatore di musei e rassegne prestigiosi, sia in Italia che fuori. Qual è stata la motivazione che l’ha spinta verso la  direzione di questo museo
C: 
il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci è stato ed è un centro prestigioso. Ha sempre organizzato cose di grandissima eccellenza, di qualità. Ed è sempre stato visitato a livello internazionale anche dagli addetti ai lavori. Quindi sono onorato di essere il Direttore di questo centro.

Il ruolo dell’Arte Contemporanea

D: qual è la funzione principale dell’Arte?
C:
è una domanda giusta che dovremmo porci più spesso, anche gli stessi addetti ai lavori. Io per primo, perché perdiamo di vista l’aspetto generale delle cose. Credo che oggi l’Arte debba ritrovare una sua collocazione importante nella società. Negli anni l’Arte Contemporanea ha allargato la sua sfera d’azione ma si è basata su un sistema mercantile, commerciale. L’Arte è infatti cresciuta negli ultimi decenni grazie al sostegno importantissimo del collezionista privato o della fondazione, ma ha ridotto la sua funzione. In passato l’Arte non era soltanto l’oggetto del collezionista. Infatti i Medici erano grandissimi collezionisti, ma allo stesso tempo erano mecenati che producevano opere per i luoghi pubblici. Credo quindi che l’Arte debba tornare ad essere qualcosa di più vicino alla società, alla gente. L’Arte è pedagogica e soprattutto anticipatrice. È un importante mezzo di comprensione di ciò che accade e che accadrà.

D: quanto ha influito l’arte sul mondo?
C:
per esempio, la visione matematica del mondo nasce dall’Arte e poi arriva a espandersi agli altri campi e fondare anche la Scienza. O se pensiamo per esempio ai Futuristi, loro hanno anticipato FrecciaRossa. Le carrozze, dell’epoca in cui vivevano i futuristi, erano carrozze con lesene e capitelli. Il treno del 1909 si rifaceva alla carrozza classica trainata dai cavalli. E i Futuristi innovano il senso estetico inventando l’aerodinamicità. Un’aerodinamicità e un design che la tecnologia dei treni e degli aerei arriverà a comprendere decenni dopo. L’Arte riesce a intuire ciò che accadrà. La difficoltà sta nella società che deve comprendere e apprezzare, in tempi ragionevoli, l’Arte quando è Arte anticipatrice.

Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci

Il mondo dell’Arte contemporanea si unisce a quello del libro

D: una lettura indispensabile a coloro che vogliono avvicinarsi al mondo dell’Arte contemporanea?
C: 
la mia esperienza si basa su due cose. Una è l’incontro con gli artisti. Ho avuto la fortuna di conoscere artisti che ci credevano, che soffrivano e che combattevano per la loro arte. Che sviluppavano teorie intelligenti e forti. Quindi questo mi ha dato la possibilità di guardare l’Arte Contemporanea in maniera diversa. Entrando così gradualmente e con fatica in questo complesso e interessante sistema che è l’Arte contemporanea. Però questa opportunità non è da tutti. Per quanto riguarda il libro consiglierei  l’Arte contemporanea di Renato Barilli. Ancora validissimo.

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